Recensione:
“All'alba del giovedì 7 ottobre 1943, in un piccolo paese della pampa argentina fu ucciso un uomo. La verità non venne mai a galla: i morti non parlano, gli assassini non si autoaccusano, l'unico testimone non parlò perché era il vero colpevole”.
Incalzante romanzo di linguaggio ruvido e impietoso dove si dipana un mistero che sconvolse Palo Santo, paesino di 207 anime.
Quale orribile scena ha visto il bambino della sarta, nella cucina della bellissima merciaia Solimana, per farlo scappare terrorizzato appena la vede?
Perché lei attira gli uomini del paese a casa sua?
Che inconfessabile segreto custodisce Marcantonia, la sorella ritardata di Solimana?
Qualcosa ne sa la bizzarra telefonista, che no si fa vedere da nessuno, ma ascolta le telefonate segnandole in un quaderno.
E ne sa di più Zotikos, immigrante greco in pensione, che dietro la toppa della sua porta tiene sott’occhio l’intero paese; ma solo il lettore riuscirà a sapere, mediante un inatteso colpo di scena finale, l’identità del vero colpevole.