Recensione:
“Luna” è un romanzo di genere fantasy e si articola in 18 capitoli oltre a prologo ed epilogo.
L’opera si può suddividere in tre parti: la presentazione della storia, dei personaggi principali e del loro incontro (prologo, danza delle lune e cap. 1- 6); la descrizione del viaggio e delle avventure del gruppo (cap. 7-17, la più corposa); la preparazione e lo svolgersi del finale (cap. 18 - epilogo, per molti versi le più complesse).
Il romanzo si caratterizza per una trama molto articolata in cui tutte le situazioni e gli avvenimenti sono ben incastrati e funzionali al percorso di sviluppo, soprattutto interiore, della protagonista. Le ambientazioni e l’approfondimento delle strutture politiche, culturali e sociali dei popoli che Luna incontra nel suo viaggio sono coerenti e permettono di collocare correttamente gli avvenimenti ed il loro svolgimento nel contesto. Non si notano salti logici e i diversi fili della trama vengono sempre riannodati. Infine, le situazioni non sono irreali: la guerra è guerra, i rapporti interpersonali sono reali, e così via. Non vi è cioè un processo di appiattimento o rilettura di esse in chiave “fantastica” secondo gli standard dei modelli dominanti cui, soprattutto negli ultimi anni, molte opere di uniformano in maniera acritica e quasi meccanica. Da ultimo, un finale assolutamente non scontato in cui si manifesta appieno il significato dell’intero libro.
Un’attenzione particolare è stata dedicata alla caratterizzazione psicologica dei personaggi. Sebbene ad una lettura superficiale possa sembrare di riconoscere in alcuni di loro dei tratti “standard” del genere, analizzando meglio il testo ci si accorge di come ognuno di essi abbia un carattere particolare, vicino a quelli riscontrabili intorno a noi. Luna, pur essendo il motore e l’artefice principale delle scelte e delle azioni del gruppo, non è il bene personificato, ma piuttosto una ragazza “qualunque”; Cron non è il male personificato, agisce piuttosto come uno psicopatico, annoiato e viziato, un malvagio molto “attuale” quindi; Cablam poi non è altro che un’idea, una filosofia dell’essere che, perseguendo un proprio fine, agisce in maniera freddamente logica e che si mantiene, nel complesso, sostanzialmente coerente con sé stessa. Allo stesso modo sono diversi e sfaccettati gli altri protagonisti.
Tutto ciò rende “Luna” un’opera con che si presta ad una doppia lettura: da una parte un romanzo tipicamente fantasy; dall’altra un romanzo “tradizionale” ambientato però in un mondo diverso dal nostro.
(recensione di D.R.)